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Archive for novembre 2009

Prendi in mano una reflex, nuova nuova, tutta luccicosa e fiera del suo essere macchina fotografica e tu cosa fai?
principalmente 3 cose:

– scopri che esiste questa cosa fantastica che è il “fuoco manuale” (e ne abusi)
– scopri le foto in bianco e nero (e ne abusi)
– fotografi qualunque cosa ti capiti a tiro e ti senti un gran fotografo (e ne abusi)

Dopo un giorno di utilizzo della mia nuova canon sono giunta alla conclusione che probabilmente comincerò a farla dormire nel letto con me al posto del coinquilino.

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Lo ammetto, sì, lo ammetto sono una disordinata cronica, a livelli mostruosi, indecenti ma stasera ho avuto un momento crisi e ho fatto pulizia nella mail.
Ho archiviato, cancellato, taggato una infinità di materiale.
Un viaggio nella memoria epistolare degli ultimi anni che mi ha portata a questa profonda conclusione: MA QUANTI CAZZO DI LAVORI HO FATTO NEGLI ULTIMI ANNI??? eccono un sintetico ma esplicativo elenco.

– cassiera/inventarista (perchè l’università non si paga da sola)
– assistente di produzione cinematografica (ovvero maltrattatemi che tanto sono pagata per quello)
– addetta casting (e quindi anche un po’ badante)
– responsabile di produzione televisiva (ovvero paracula cerca-fondi)
– presentatrice televisiva (e i filmati sono pure su youtube)
– pr (in un momento di crisi di mezza età)
– bibliotecaria
– commerciale
– organizzatrice di eventi
– selezionatrice di personale (o meglio selezionatrice di casi umani)
– insegnante di informatica (che ancora mi chiedo come)
– organizzatrice di cineforum
– coordinatrice di (fighissime) promoter

parecchi di questi anche in contemporanea….

e poi ero capace di offendermi se mi si chiedeva “ma quand’è che ti trovi un lavoro serio?”

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Come tutti gli anni, munita di accredito sto vivendo dentro i cinema di Torino!

Ho chiesto anche qualche giorno di permesso a lavoro per potermi godere a pieno l’evento che negli anni ha sempre significato per me qualcosa di importante.

Domenica ho visto "Breaking Upwards" di Daryl Wein, un giovane regista (26 anni!) al suo primo lungometraggio, una storia semplice, ricca di aspetti autobiografii e ben realizzata.

I due protagonisti stanno insieme da 4 anni ma la noia nella relazione comincia a farsi sentire e decidono di provae a diventare una coppia aperta.

Come dicevo, una storia semplice ma sviluppata senza ipocrisie o melodrammi anzi, con un lieve tocco umoristico alla Woody Allen.

La regia aveva qualcosa di semplicistico e forse un po’ troppo accademico ma per un regista alla prima esperienza è stato veramente un buon lavoro.

La visione di questo film mi ha gasata, mi ha fatto pensare che c’è veramente un futuro cinematografico su cui lavorare.

MA

Ieri sera ho fatto un’ora di coda per vedere Spazio Torino, rassegna storica del festival che raccoglie i "migliori" cortometraggi realizzati da registi torinesi.

Forse sono io che sto invecchiando ma vi assicuro che ho visto veramente una marea di banalità, luoghi comuni e fintintellettualismi che mi hanno demoralizzata!!!

Sono anni che continuo a chiedermi perchè tutti questi giovani registi esordienti decidano di realizzare cortometraggi tristi, ricchi di citazioni colte, estremamente accademici o estremamente anti-accademici che pero’ alla resa dei conti non ti stan dicendo nulla!

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E’ notte fonda ma non riesco a dormire.

La casa e’ buia, tutto tace tranne i miei tristi pensieri.

Apro il finestrotto del bagno e accendo una sigaretta.

Faccio il primo tiro e sento il dolore alla guancia diventare lancinante.

Il mondo intorno a me è silenzioso e io mi sento ancora più sola.

Lui dorme e io cerco di godermi un raro momento di pace.

Queste notti di pensieri e lacrime sono diventati la mia quotidianità, mi sento sempre più persa.

Non so cosa fare, non so con chi parlare, mi sento vittima e carnefice di me stessa, intrappolata in una vita che non voglio ma che forse mi merito.

Ho 25 anni e la testa già piena di rimpianti.

Ho sempre pensato che tutto accadesse per una ragione, anche se io non la capisco.

Forse è giusto così…amare un uomo per 11 anni fino ad annullare totalmente te stessa.

Forse è giusto così…sono io quella sbagliata, quella con un carattere di merda, ribelle, a testa alta quando non deve.

Forse è giusto così…non esistono i matrimoni felici e i miei genitori ne sono l’esempio.

Sapevo chi stavo sposando, mia madre me lo ripete sempre, adesso non si può più tornare indietro.

In fondo ho tante amiche che stanno peggio di me, no?

Io ho una bella casa, una macchina, una splendida figlia appena nata…un marito violento…ma chi voglio prendere in giro, io non ho affatto una bella vita.

Mento a tutti, soprattutto a me stessa.

Continuo a pensare che cambierà, che smetterà di tradirmi, picchiarmi, umiliarmi.

Ma stasera è diversa.

Stasera non sono moglie, sono madre.

Io forse non merito amore e rispetto ma mia figlia sì.

 

Sono le 8.00, lui è appena uscito per andare a lavoro.

Mi ha abbracciata forte, ha pianto e si è scusato…come tutte le volte.

Ma stavolta è diversa.

Sono le 11.00, sto andando a pranzo da mia madre.

Stamattina l’ho chiamata, le ho detto che non ce la faccio più ma il suo cuore è stato impenetrabile come sempre.

Per lei saro’ sempre la figlia sbagliata, ribelle, un grattacapo.

E io ho un disperato bisogno di essere capita e amata.

Le ho detto che ieri sera ha cercato di fare del male alla bambina, un momento di gelosia dice lui, ma io so che succederà ancora e non posso permetterlo.

“Vieni a pranzo e lascia la bambina qui” è la massima compassione che mia madre puo’ concedermi.

Ma stavolta è diversa.

Sono le 20.00, sono chiusa a chiave in bagno e urlo ai vicini di chiamare i carabinieri.

Sono terrorizzata, terrorizzata dalle botte e dal futuro.

Ma stavolta è veramente diversa.

Questa e’ la storia di mia madre che si è amata sempre troppo poco nella vita ma per fortuna ha sempre amato molto me.

Il 25 novembre (tre giorni prima del mio compleanno) ci sarà la Giornata Internazionale per il No alla Violenza Contro la Donna, donne come mia madre, donne a cui vorrei poter donare la forza che ha avuto quel giorno.

Il suo inferno non è finito con la separazione perché sono cose che ti porti dietro tutta la vita ma ha permesso a me di diventare una persona forte e felice, una persona che si rispetta e che lotta per la sua dignità.

 

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