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Archive for marzo 2010

del perché…smettiamola

Perchè ci deve essere sempre un modo giusto o sbagliato di fare le cose?
Perchè bisogna sempre essere “corretti e rispettosi” verso gli altri?

Credo che ogni tanto sarebbe carino esserlo verso se stessi, fare la cosa giusta per noi e non per tutti quelli che ci stanno intorno.

E vabbè, ho il ciclo e sono in fase un po’ egoistica….ma poi passa eh!

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No, perché in azienda pare non ci sia al momento possibilità di un trasferimento.
No, perchè stasera avrei una specie di colloquio per un lavoretto che mi farebbe arrotondare quello attuale, ma temo non basterà per procedere con il trasferimento in terra lombarda.
No, perchè sono una che nella vita ha fatto di tutto e non si è mai fatta problemi.

Ma ecco…adesso faccio un lavoro che non é esattamente il lavoro della mia vita ma ha un buon orario (mi lascia il giusto tempo libero), uno stipendio decente, a pochi minuti da casa ed è a tempo indeterminato.
Non chiedo tanto eh, figuriamoci ma…ecco…vorrei evitare di ripartire con la gavetta da zero.
Che fare la cassiera part-time e la stagista nel tempo rimanente, a diciotto anni si può anche fare, a ventisette un po’ meno.

Indi per cui…se vi avanzano posti di lavoro in terra lombarda (magari zona comasca), io sarei qui, a disposizione.

Cosa so fare?
Bhé sono un’ottima segretaria, ho una spiccata dote per l’organizzazione, ho il problem solving nell’anima, sono donna marketing, faccio amicizia anche con i muri, guido bene e non mi spaventano i km, mi piace il web ma non sono programmare una cippa, imparo in fretta e ho spirito d’adattamento.

Unico neo, non uso i tag nei post del blog.

Nessuno é perfetto!

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Ieri ho visto i mondiali di pattinaggio a Torino, posti fighissimi grazie a Sybelle e Hagakure.
Guardavo le atlete esibirsi e guardavo i giudici dare i loro voti, raramente il pubblico era d’accordo.
Alcune atlete mi hanno emozionata, i loro sguardi agguerriti, le loro movenze armoniose, la sintonia con la musica.
Eppure, quelle altlete che tanto mi hanno toccata hanno ricevuto voti relativamente bassi.
Si tratta di una gara, di un mondiale ed è quindi logico che si debba valutare oggettivamente le tecnica e non altro ma…c’è un pensiero che continua a ronzarmi in testa.

Nella vita reale, quella di tutti i giorni cosa conta veramente? La regola o la pancia? La tecnica o l’emozione? Il titolo o la capacitâ? Avere un bel timbro di voce o essere intonatissimi ma freddi?

No, ecco, perché Vasco e Battisti non si possono definire intonatissimi.

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Forse sono solo un’emotiva del cazzo ma in questi giorni mi sto emozionando per cose che “tecnicamente” non mi riguardano.

Un’amica che ritrova la voglia di cominciare un nuovo amore.
Una collega che scopre di essere incinta.
Una compare di blog che si sposa.
Un comasco a cui rinnovano un contratto.

Sono contenta per loro e questo essere contenta mi fa sentire felice e serena, che ricordarsi che al mondo ci sono cose belle fa bene all’anima.

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dovrei anche imparare che rileggere le cose che scrivo sarebbe anche cosa buona e giusta
[che magari evito errori grammaticali da terza elementare]

dovrei anche imparare che esiste una cosa chiamata punteggiatura
[che sta licenza elementare pare me l'abbiano regalata]

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anche se non sembra

Anche se non sembra sono donna di sani principi, di progettualità anche nelle piccole cose, rifletto e analizzo tutto.
Ok, in questo periodo ho un po’ (un bel po’) di marmellata nella testa ma mi sento insolitamente felice quindi va bene cosí.

Ah…tra l’altro, giusto per mettere in chiaro.
Sono estremamente tollerante verso le opinioni altrui (anche quando sono piú giudizi che opinioni), sarei grata se mi venisse riservata la stessa cortesia.
Nel momento in cui qualcuno decide di digitare l’url di questo blog o di visitare il mio feed su qualche social network, si assume una responsabilità.
Sei tu/voi che decidete di leggere, non venitemi a dire “non dovevi scrivere questa cosa”, preferisco un piú sincero e dialogante “non sono d’accordo, per me hai esagerato”.

E’ facile giudicare, farsi un’idea di una persona da quello che scrive, forse perchè si parte dal presupposto che la scrittura (diversamente dal parlato) nasca da una riflessione e forse anche da una revisione, un po’ pilotata.
Ecco…no, nel mio caso no…butto sulla pagina pensieri sparsi e parecchio disconnessi, un brainstorming, una sega mentale (che magari due secondi dopo non esiste giá piú).
Vivo il blog e il feed come fotografia di un istante e per tanto non rileggo mai.

P.s. Visto che non rileggo mai se gentilmente ogni tanto mi fate notare refusi e errori grammaticali, mi fate anche una cortesia.

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casa valle

ho aperto un nuovo blog, un blog a due [edit: quattro] mani, un blog privato, un blog da costruire giorno dopo giorno insieme.

non lascio nessun link di riferimento, per ora il blog non è pubblico, forse lo diventerà, forse lo sarà solo per qualcuno.

perchè ve lo dico allora? perchè io qui scrivo tutto, a volte anche quello che non dovrei scrivere e perchè mi sembra un buon modo per dire a tutti che ho preso un paio di decisioni importanti.

Ho deciso che mi traferisco a Como da lui.
Ho chiesto il trasferimento a lavoro.
Ho deciso che voglio cogliere al balzo l’occasione che la vita mi ha buttato in faccia nel momento più inaspettato.
So che molti amici non capiranno e mi daranno della pazza, so che la mia famiglia non appoggerà….ma chi mi conosce e mi ama mi starà vicino, ne ho la certezza.
Chi mi conosce sa che non sono persona da colpi di testa e se lo sto facendo è perchè sento che è la cosa giusta da fare.

Mi sento folle e felice allo stesso tempo.

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Che ieri ho lavorato e sono uscita tardi
Che ho fatto serata
Che ho fatto ridere un po’ la mia amica triste
Che c’era bisogno di un chupito e poi di un taxi
Che sono arrivata a casa e son crollata
Che mi hai chiamata 6 volte e non ho risposto
Che ti sei preoccupato
Che ho dormito 5 ore
Che mi son svegliata presto per prendere un treno
Che oggi ci vediamo
Che abbiamo cose di cui parlare
Che mi sei mancato
Che dobbiamo lasciarci alle spalle qualche vecchia paura
Che ho sonno ma va bene cosí
Che dovrei fare una doccia (con una certa urgenza)
Che però prima mi prendo un caffè

Che sono tanto stanca e tra poco chiederò la residenza a trenitalia…pendolarismo mode on

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Ti ritrovi a pensare agli ultimi mesi, alla difficoltà interiore che hai vissuto e all’incapacità di esprimerla.
Ai miei amici racconto sempre tutto ma mai il tutto vero e profondo.
Sanno cosa mi accade ogni giorno, ogni istante ma non sanno mai cosa provo realmente.

Questa estate ho passato un momento complicato e ho cercato qualcosa in cui rifugiarmi.
Ho passato settimane ad ubriacarmi tutte le sere, e non parlo della bevuta in compagnia che ti rende un po’ brilla.
Parlo della necessità di bere a dismisura, di bere per non pensare, di bere per dimenticare, di bere per poter dormire un po’, di bere per avere il coraggio di andare avanti.

Non credo di aver avuto una vera e propria deriva verso l’alcolismo, questo no, ma credo di essermi lasciata andare alla strada più facile e più rovinosa.

L’ho capito solo quando la mia migliore amica mi ha detto “tesoro io sono preoccupata”.
Mi sono guardata allo specchio e mi sono risposta “anche io sono preoccupata, questa non sono io, devo riprendere in mano la mia vita”.

Ho sempre affrontato tutto e di più.
A testa alta.
Prendendo grossi schiaffi dalla vita, se necessario, ma andando sempre avanti.
Eppure in quel momento non riuscivo a tirare fuori la sofferenza che avevo dentro, non riuscivo a parlare e forse non riesco neanche adesso.

Ho bisogno di imparare a chiedere aiuto e ho bisogno di imparare che chi ti ama ti aiuta senza volere nulla in cambio.

Ok, ok, questo blog sta diventando di una tristezza infinita…dai sú…insomma…pensiamo anche a cose positive no?
Sono sul treno e sto andando a como, da una persona che nelle ultime settimane mi ha fatto conoscere una serenità forte e profonda.
Dai, forza…ottimismo…che le risorse per superare tutto ce le ho! Eccome!!! E poi, forse, questa volta ho accanto una persona che é in grado di ricaricare le mie batterie con un minimo sforzo.
Si, va bene, dai, togli il “forse”.
Sono una persona che non si fida mai del prossimo, abituata a dare tutto e ricevere un po’ meno…ma voglio provare a fidarmi…almeno una puntina.

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se telefonando

Che ti capita di avere una giornata di merda, ma veramente di merda, da cui esci piuttosto stanca e delusa.
Che ti capita che avresti bisogno di una parola di incoraggiamento per delle scelte che potrebbero cambiarti la vita.
Che finisci di lavorare alle 21 perchè lavori con un chirurgo capriccioso e prima donna.
Che domani è sabato e devi lavorare fino alle 20.

Che che che….che poi parli con lui al telefono e ti senti piú serena.
Che comunque la giornata é stata pesante ma tu ti senti più leggera.
Che comunque non hai risolto il problema ma non ti senti sola.

Che…grazie

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